22/12/2025
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Pranzo di Natale
Un Natale che nasce dallo stare insieme: il pranzo comunitario a Villa Campitelli

Sabato 20, nella cornice accogliente di Villa Campitelli, si è svolto il tradizionale pranzo di Natale, un momento intenso di condivisione, fraternità e speranza che ha saputo scaldare i cuori ben prima della festa del Natale. La giornata è stata preceduta dalla Santa Messa, presieduta dal Vescovo Stefano, che con la sua presenza paterna ha richiamato il senso profondo dell’attesa natalizia: un’attesa che non è passiva, ma fatta di gesti concreti di amore, prossimità e accoglienza.
Nel Vangelo Gesù ci ricorda: «Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Questa Parola si è fatta esperienza viva nel ritrovarsi insieme attorno alla mensa, segno eloquente di comunione e di quella fraternità che il Natale annuncia e rinnova. Stare insieme non è stato solo condividere un pasto, ma riconoscersi parte di una stessa famiglia, dove nessuno è estraneo e ciascuno è atteso.
La gioia dell’attesa del Natale si è manifestata nei sorrisi, negli sguardi, nelle parole scambiate con semplicità. Come ci ricorda il Vangelo di Luca, Maria «custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19): così anche questo pranzo è stato un tempo da custodire, un segno concreto di un Dio che sceglie la vicinanza e si rende presente nella quotidianità.
Un ringraziamento particolare va all’instancabile impegno della Caritas, guidata dal direttore Luigi Raparelli, che anche in tempi segnati da difficoltà economiche e sociali non ha mai smesso di credere nella forza del bene e nella responsabilità della comunità. Con dedizione, competenza e spirito evangelico, Luigi Raparelli continua a testimoniare che la carità non è semplice assistenza, ma promozione della dignità della persona, attenzione ai più fragili e costruzione di legami autentici. Come ci ricorda Gesù: «Avevo fame e mi avete dato da mangiare» (Mt 25,35), parole che trovano in queste iniziative una realizzazione concreta e quotidiana.
Il pranzo di Natale a Villa Campitelli è stato dunque molto più di un evento: è stato un segno di speranza, una profezia silenziosa di un mondo più umano e fraterno, dove il Natale non è solo una data sul calendario, ma uno stile di vita da vivere insieme, ogni giorno.




