Blog

Report statistico Caritas

Povertà “strutturale” e disgregazione sociale nel 1° Report statistico Caritas presentato 27 Giugno 2023 a Roma

Ancora una volta è la Caritas a fornire una fotografia nitida e veritiera sulla povertà in Italia con il primo report statistico presentato ieri mattina nella sede di via Aurelia 796 a Roma. Un rapporto che per la prima volta anticipa le tendenze che verranno poi inserite nel consueto studio che Caritas pubblicherà in occasione della Giornata Mondiale della Povertà del 17 ottobre prossimo.

Ed è una povertà che si è ormai fatta strutturale, orizzontale e multidimensionale coinvolgendo fasce sempre più ampie di popolazione, un quadro che «[…] cozza con la narrativa del Pil che cresce e certifica la necessità di una analisi in profondità della situazione italiana» come riporta in una nota AgenSir, l’agenzia di stampa della Cei.

E non sono soltanto i poveri ‘assoluti’, quasi 6 milioni di persone, ad ingrossare le file davanti alle mense e agli uffici dell’organizzazione ma chi magari un lavoro ce l’ha ma sottopagato e ben poco dignitoso, da due o tre euro l’ora.

«Un museo vicino alla mia diocesi paga tre euro l’ora i ragazzi della cooperativa a cui ha affidato i lavori» ha sottolineato in una intervista il presidente di Caritas Italiana monsignor Carlo Maria Redaelli. Lavoratori poveri che non arrivano neanche a metà mese, che non riescono a pagare le bollette entrando in una spirale di rateizzazioni infinite, cure mediche rinviate sine die, affitti che saltano confidando nel buon cuore del padrone di casa, frutta e verdura perennemente assenti dall’alimentazione e dalla tavola con seri rischi a lungo andare per la salute delle persone.

Nell’ultimo anno i 2855 centri Caritas della Penisola hanno registrato un aumento del 12,5% di afflussi, 260mila le persone supportate, il 59,6% stranieri con un aumento del 3% legato alla guerra in Ucraina. E non solo.

Chi si rivolge per un aiuto concreto ai centri oltre ai problemi occupazionali riferisce di problemi legati alla sfera privata, familiare, con un impoverimento conclamato dettato da divorzi, separazioni e conflittualità di coppia. E quando non ci si mettono parenti ed affini gli “ambiti di bisogno” e le difficoltà si allargano allo stato di salute con problemi oncologici, odontoiatrici e di forte disagio mentale.

Povertà e bassa scolarizzazione vanno poi a braccetto: il 44% degli assistiti risulta in possesso della sola licenza media inferiore, il 16,2% è in possesso di licenza elementare e il 6,3% è senza alcun titolo di studio o analfabeta; dal 2021 c’è una leggera crescita di diplomati e laureati che si sono rivolti alla Caritas, segno di una povertà sempre più trasversale.

Si consolida poi il dato di coloro che viene accompagnato o preso in carico dai centri Caritas da più di cinque anni, 30% dei casi, dove a chiedere aiuto sono le donne con il 52,1% e gli uomini al 47,9% con un’età media di 46 anni.

Crescono poi, secondo il Rapporto, i divari territoriali, le forme di disgregazione sociale e il biasimo più assoluto nei confronti delle persone impoverite e vulnerabili.

 

di ROBERTO CANO’

28 Giugno 2023

 

 

Fonte: https://www.castellinotizie.it/2023/06/28/poverta-strutturale-e-disgregazione-sociale-nel-1-report-statistico-caritas-presentato-ieri-a-roma/

Leave a comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi